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Sindrome dell’intestino irritabile: a cosa è dovuta la sindrome e come curarla

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) si riferisce alle cosiddette malattie funzionali del tratto gastrointestinale. Ciò significa che i suoi sintomi non sono riconducibili a delle anomalie strutturali negli organi o ad altri disturbi. Le loro cause restano per questo motivo ancora sconosciute.  I sintomi invece sono ben noti, principalmente si tratta di : dolori addominali (soprattutto nella parte inferiore), gonfiore e flatulenza, crampi, sensazione di svuotamento incompleto dell’intestino, diarrea o costipazione.

L’eziologia della sindrome dell’intestino irritabile

Per comprendere a fondo cosa sia la sindrome dell’intestino irritabile è sufficiente analizzare le parole che compongono la definizione del disturbo. Sindrome  perché è caratterizzato da un complesso di sintomi, dell’intestino perché può coinvolgere variamente tutto l’intestino e non solo una parte; irritabile perché all’origine del disagio-dolore si ritiene vi sia un’alterata percezione di stimoli che in realtà dovrebbero essere normali ( gas, etc).

L’intestino, infatti, è costituito da un sistema sensoriale molto complesso, comprendente milioni di neuroni, che gli scienziati chiamano sistema centrale enterico. Una sorta di cervello del tratto digerente deputato alla scomposizione, all’assorbimento ed al monitoraggio degli alimenti. Monitorare significa distinguere ciò che è buono da ciò che è cattivo ed attivare reazioni di difesa come il vomito o la diarrea nel caso in cui l’organismo entri a contatto con sostanze dannose. Solitamente, questo sistema complesso lavora in maniera adeguata, generando sensazioni di fastidio e dolore quando realmente nell’organismo ci sono una quantità d’aria eccessiva o sostanze dannose. In alcuni casi, invece, può avere dei problemi di funzionamento e “sentire” una normale quantità di gas come una quantità eccessiva, provocando dolore e sensazione di gonfiore. In questi casi si parla di sindrome dell’ intestino irritabile.

Le cause di questa irritabilità non sono ancora note agli studiosi. Negli anni passati, la sindrome era considerata un disturbo puramente psicosomatico. Adesso, sebbene ai fattori psicosociali sia riconosciuta una certa influenza, la patogenesi dell’IBS è considerata più correttamente dal punto di vista dell’effetto combinato di fattori fisiologici e psicosociali. Un disturbo multifattoriale, in cui ogni fattore può avere un importanza diversa da paziente a paziente.

Tra i fattori responsabili del disturbo troviamo:

  • Inquinamento ambientale
  • Sistema immunitario
  • Motilità gastrointestinale
  • Fattori psicologici
  • Microbiota
  • Sensibilità viscerale

Una diagnosi di IBS può essere fatta soltanto da un medico, ma è utile avere un’idea delle caratteristiche cliniche di questo disturbo. Il fattore imprescindibile per eseguire una diagnosi di sindrome dell’intestino irritabile è il tempo di manifestazione dei sintomi. Questi devono ripetersi almeno tre giorni al mese, per tre mesi consecutivi. I sintomi prinicipali sono disagio e dolore addominale, questi devono essere associati a 2 o più dei seguenti sintomi:

  • Miglioramento con la defecazione
  • Esordio associato con una variazione di frequenza della defecazione
  • Esordio associato con un cambiamento della forma delle feci

La Terapia per curare l’IBS

La terapia farmacologica classica per curare l’IBS è costituita da

  • antispastici ed antidepressivi triciclici per alleviare il dolore
  • fibre dietetiche e lassativi osmotici contro la stipsi
  • antidiarroici contro la diarrea.

Tutti farmaci che vanno ad agire contro i sintomi, senza portare evidentemente un reale miglioramento complessivo.

Per agire a livello eziologico sul disturbo, come detto, non ci sono strumenti noti, ma studi recenti, condotti con tecnologie innovative, hanno aperto una strada che sta attirando l’interesse  degli scienziati. I ricercatori hanno osservato come nei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile si riscontri un aumento della permeabilità della barriera intestinale, dovuta ad un allentamento delle giunzioni che dovrebbero legare tra loro le cellule epiteliali. Sarebbe tale aumento di permeabilità a generare quell’alterata sensibilità intestinale che provoca i sintomi della IBS.

Interessante allora vedere quali sono i fattori ritenuti responsabili di questo aumento di permeabilità:

Seguendo questa teoria si potrà agire contro l’IBS evitando cibi grassi, alcool e stress.

Un saluto dalla farmacia del Lido, vi aspettiamo ad Ostia lido in via delle Repubbliche marinare 84.

 

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