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Intestino irritabile: a cosa è dovuta la sindrome e come curarla

La sindrome dell’intestino irritabile è sempre più diffusa e si presenta come fastidio a livello addominale, stipsi o diarrea. In passato gli studiosi la collegavano esclusivamente a fattori di tipo emotivo. La causa scatenante era individuata principalmente nello stile di vita stressante.

Con il passare del tempo è stato dimostrato che a giocare un ruolo determinante nel presentarsi di questa sindrome sono i traumi sia emotivi che fisici vissuti in età infantile.

I problemi oggettivi della barriera intestinale, secondo i medici, spesso sono il segno di violenze vissute durante l’infanzia, di sedentarietà e di fragilità psichica. Questo perché l’intestino, di per sé sterile, colonizza il proprio habitat con diverse specie di microrganismi entro i 7/10 anni di età.

Dunque il periodo più importanti per lo sviluppo di un intestino sano è proprio quello in cui l’organismo si sviluppa. In quel periodo il microbiota è molto sensibile ed eventi come terapie antibiotiche, un’alimentazione sbilanciata o traumi emotivi possono alterarne il profilo.

Non a caso gli individui più colpiti da questa sindrome sono le donne con meno di cinquant’anni che hanno una storia, soprattutto in età infantile, di gastrointeriti, le quali probabilmente hanno danneggiato la barriera intestinale.

I sintomi della SIB

I sintomi della sindrome da intestino irritabile sono stati definiti dai cosidetti “criteri di Roma”. La SIB è diagnosticata quando il fastidio addominale è presente per 3 mesi almeno 3 giorni al mese, ed è associato a due o più dei sintomi che seguono:

  • Consistenza alterata delle feci
  • Passaggio di muco
  • Gonfiore o distensione addominale
  • Defecazione difficoltosa

Come curare un intestino irritabile

La buona notizia è che per circa il 40% dei casi non è necessaria una terapia farmacolagica e, come facile intuire, il nostro alleato per una guarigione diventa il cibo. Se è vero che un’alimentazione ricca di grassi, caffè ed alcool è causa dell’irritazione, molto spesso è sufficiente eliminare questi elementi dannosi per godere di grandi miglioramenti.

Capitolo a sé meritano poi i carboidrati. Gli studiosi hanno individuato un gruppo di carboidrati a catena corta, denominati fodmap, che sono particolarmente dannosi per chi è affetto da SIB. Essi, infatti, condividono tre caratteristiche comuni: sono rapidamente fermentati dai batteri del colon, sono scarsamente assorbiti dall’intestino tenue ed a causa della loro attività osmotica aumentano l’affluenza di acqua all’intestino, causando l’urgenza di andare in bagno. Questo tipo di carboidrati è presente nel grano, nella segale nella cipolla e nell’aglio, ma anche nel latte e nei suoi derivati esclusi i formaggi stagionati oltre i 24 mesi come ad esempio il parmigiano. Un altro nemico dell’intestino irritato è il fruttosio, che si trova in quantità tali da recare fastidio nella mela, nel cocomero, nella pera e in alcuni dolcificanti come il miele.

Tutti i tipi di alimento che non contengono carboidrati, come ad esempio la carne, le uova e l’olio possono essere assunti senza alcun problema.

L’importanza dei probiotici

Quando è necessario intervenire con una terapia farmacologica, i rimedi sono diversi a seconda dei sintomi specifici riportati dal paziente. Quando, invece, i farmaci si possono evitare, la terapia alimentare deve comunque essere affiancata dall’assunzione di probiotici che sono di fondamentale importanza per sconfiggere la sindrome dell’intestino irritabile. Infatti, se non gli si restituisce eubiosi l’intestino non riuscirà a tornare sano.

È dimostrato scientificamente che batteri come il Bifidobacterium e il Lactobacillus svolgono un’azione importante nella guarigione di diverse malattie gastrointestinali.

 

Se volete approfondire il tema venite a trovarci alla Farmacia del Lido di Ostia, saremo lieti di offrirvi altri consigli.

 

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